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Una dedica al biennio che si chiude

Quando vi sentite persi, provate a pensare a quando eravate piccoli. Diciamo, indicativamente, dai quattro agli otto anni. Lasciate perdere i ricordi legati a famiglia, asilo e primi anni delle elementari. Fate tornare alla mente che cosa eravate soliti fare quando non eravate impegnati con musica, sport o catechismo. Ci ricorda James Hillman ne Il codice dell’anima:

Nasciamo con un carattere; ci viene dato, è un dono dei guardiani della nostra nascita, come dicono le vecchie storie… ognuno entra nel mondo con una vocazione.

Disegnare sui muri, raccontare storie alle zie, costruire palazzi con i Lego, plasmare il pongo mescolando tutti i colori, mettere in ordine. Quale attività vi veniva particolarmente bene, qual era la vostra attitudine, chi era il vostro daimon – il vostro demone creativo?

Voglio che riusciamo a vedere come ciò che fanno e che patiscono i bambini abbia a che fare con la necessità di trovare un posto alla propria specifica vocazione in questo mondo. I bambini cercano di vivere due vite contemporaneamente, la vita con la quale sono nati e quella del luogo e delle persone in mezzo a cui sono nati. L’immagine di un intero destino sta tutta stipata in una minuscola ghianda, seme di una quercia enorme su esili spalle.

Ed ecco il paradosso: diventiamo noi stessi, tornando bambini. Facendo visita a quel daimon che crescendo è stato ricacciato dentro, insieme alla nostra vocazione naturale. Per cosa siamo davvero portati? Cosa facevamo in piccolo (da piccoli), faremo in grande (da grandi). È così che si diventa adulti per la prima volta. Ci sono professioni che più di altre sanno accelerare questa consapevolezza e in cima alla lista ci sono tutte quelle legate al gesto del raccontare. Chi decide di avere a che fare con le storie ha il vantaggio di poter riscoprire se stesso attraverso la narrazione. Voi avete avuto questo privilegio: vi siete trovati faccia faccia con il vostro talento; avete imparato a gestirlo, coordinarlo e plasmarlo per raggiungere un obiettivo. State facendo crescere quella minuscola ghianda.

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