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Dove studiare narrazione digitale in Italia

Se solo avessi avuto questa opportunità di scelta dieci anni fa. Eppure le idee chiare non mancavano: avevo studiato lettere moderne perché volevo diventare una scrittrice e avevo iniziato a fare la volontaria nell’ufficio stampa di un festival di letteratura perché mi sentivo portata per la comunicazione. Inoltre, fin dalla più tenera età ero stregata da ogni forma di tecnologia. Nel 2005 la scuola più vicina al mio futuro era lo IED, così mi iscrissi a pubblicità, quando ancora si studiava insieme art direction e copywriting.

Ma oggi a leggere la scheda del College Digital della Scuola Holden non posso che pensare che sì, se solo fosse esistito prima, l’avrei scelto a occhi chiusi. E non lo scrivo perché ne sono coinvolta in prima persona. Dieci anni fa non sapevo che quello che avrei voluto studiare aveva un nome complicatissimo in inglese, Crossmedia & Interactive Storytelling, perché non esistiva. Lo intuivo solo. Voi che state leggendo questo pezzo, se avete tra i 18 e i 30 anni, avete davanti l’opportunità che avrei voluto per me stessa.

Scuola Holden

Quando andavo al liceo alcune mie compagne tagliavano il sabato. Andiamo al Balon, dicevano. All’epoca tutti i treni che collegavano Asti e Torino impiegavano quasi un’ora e per le ragazze di provincia si trattava di un vero e proprio viaggio. Io non ho mai tagliato il sabato e la prima volta che ho visto il Balon, non mi vergogno a dirlo, è stata appena un paio di anni fa. Borgo Dora è un quartiere centrale di Torino dalla bellezza complessa, vivace, allegra, dove i profumi e le voci delle bancarelle si impastano sul lastricato della via curva che conduce proprio davanti alla nuova sede della Holden.

Sorto nel 1580 per ospitare la Regia Fabbrica delle Polveri e Raffineria dei Nitri, l’edificio si porta dietro una storia molto interessante. Oggi a esplodere fuori dalle aule sono solo i talenti. Una bella responsabilità per i quattro soci: Alessandro Baricco, lo scrittore, Oscar Farinetti, il papà di Eataly, Carlo Feltrinelli, l’editore, e Andrea Guerra, uno dei migliori manager nostrani (e curiosamente, dovendo scegliere un amministratore delegato, hanno scelto Mauro Berruto, l’ex allenatore della nazionale di volley).

Sul College Digital

Alla Scuola Holden si insegnano sette discipline: narrazione d’impresa, cinema, digital, giornalismo, serialità, televisione e scrittura. In più, c’è un ottavo percorso, tutto in inglese, che si chiama Storytelling. Per quel che mi riguarda, da quest’anno mi occupo di coordinare il College Digital. Questo vuol dire che penso alla didattica del biennio con lo staff, organizzo moduli, contatto i docenti, creo occasioni di contaminazione tra College e soprattutto sto vicino ai ragazzi. Li ascolto e li aiuto a collegare i tanti stimoli che ricevono ogni giorno. E condivido con loro tutto quello che ho imparato – e sto continuando a imparare – sul lavoro.

Insieme sperimentiamo le tecniche di narrazione online, le modalità di interazione con il pubblico e le meccaniche di engagement per piattaforme web, social media, mobile, videogame, per ogni contenitore connesso in Rete. Facciamo esperienze cross e transmediali dirette, analizziamo le potenzialità delle innovazioni, trasformiamo idee creative in tendenze online, cerchiamo soluzioni digitali ai problemi di tutti i giorni. Giochiamo parecchio anche con la realtà virtuale e il Maestro non per niente è Michel Reilhac.

Facciamo tanta, tantissima pratica.

Tempo di iscrizioni

Agenda alla mano, segnate queste date. Il 17 settembre si potrà fare il test di ammissione al Caffè San Marco di Trieste, alle Librerie Feltrinelli di Pescara e Firenze, al SAL Borgo creativo di Catania e al Caffè Letterario di Roma. La settimana successiva lo staff della Holden sarà alle Librerie Feltrinelli di Napoli e Bari: venerdì 23 a Napoli e sabato 24 a Bari. Venerdì 23 ci sarà anche un altro test a Torino. In alternativa, potrete passare direttamente a scuola.

E una Palestra…

La vostra carta d’identità (che maleducata) dice che avete più di 30 anni? State finendo l’università? Più semplicemente lavorate e non avete molto tempo libero? La Scuola Holden propone anche corsi serali per gli esterni nella sua Palestra e questa estate mi sono immaginata di catturare l’essenza del College Digital e condensarlo in 22 incontri dalle 19 alle 21, quasi ogni martedì. E così tra il 25 ottobre e il 23 maggio del prossimo anno c’è Digitale di successo. Un percorso di sette mesi per chi è in cerca di una visione inedita su questo mondo che poi così tanto virtuale non è.

Ci muoveremo in tantissime direzioni e studieremo cose che a prima vista potrebbero sembrarvi assurde: design, geografia, etnografia e letteratura, arte e storia. Che poi è anche l’approccio del mio manuale di Strategia Digitale uscito per Apogeo questa primavera. Si lavorerà in piccoli gruppi e l’obiettivo è sviluppare passo dopo passo un progetto comune, che verrà presentato a tutta la classe l’ultimo giorno di lezione. Principianti o professionisti, non importa: quel che conta qui è la voglia di mettersi in gioco con gli altri, modellare storie e imparare a creare progetti studiati per rimanere a galla nel mare del web.

Intanto, guardate su in cielo. La vedete la mongolfiera bianca?
Io sono là sotto da fine ottobre in poi.

Fate le valigie! *

* e sceglietele bene!

“Mentre mangiavo le mie uova, entrarono quelle due suore con le valige e compagnia bella – dovevano andare in un altro convento o qualcosa del genere, mi immaginai, e stavano aspettando il treno – e si sedettero al banco vicino a me. Pareva che non sapessero cosa diavolo fare delle valige, e allora gli diedi una mano. Erano di quelle valige che si vede che costano poco – quelle non di vero cuoio né niente. Non è importante e lo so, ma mi riesce insopportabile quando qualcuno ha delle valige da poco prezzo. È terribile dirlo, ma solo a guardarle posso perfino arrivare a odiare qualcuno, se si porta dietro valige da poco prezzo. Una volta è successo. Quando ero a Elkton Hills, per un certo tempo sono stato nella stessa stanza con quel ragazzo, Dick Slagle, che aveva questo tipo di valige molto a buon mercato. Le teneva sotto il letto, invece che sullo scaffale apposta, cosí nessuno le vedeva vicino alle mie. Era una cosa che mi deprimeva da morire, e avevo una voglia matta di scaraventare fuori le mie, magari, o di fare a cambio con lui. Le mie erano state comprate da Mark Cross, era vacchetta autentica e via discorrendo, e credo che costassero un occhio della testa. Ma è stata una cosa buffa. Successe questo. Andò che alla fine io tolsi le mie valige dallo scaffale e le misi sotto al mio letto, di modo che al vecchio Slagle non gli venisse un maledetto complesso d’inferiorità. Ma ecco quello che fece lui. Il giorno dopo che le avevo messe sotto il letto, lui le tirò fuori e le rimise sullo scaffale – perché voleva che la gente pensasse che erano sue. Sul serio. Era un tipo molto buffo, in questo. Per esempio, ne parlava sempre con degnazione, delle mie valige, voglio dire. Continuava a dire che erano troppo nuove e borghesi. Questa era la sua parola preferita, accidenti. L’aveva letta chi sa dove o sentita chi sa dove. Tutto quello che avevo io era maledettamente borghese. Perfino la mia penna stilografica era borghese. Se la faceva prestare tutti i momenti, ma era borghese lo stesso. Abbiamo avuto la stanza insieme soltanto per un paio di mesi. Poi abbiamo chiesto tutt’e due di cambiare. E il buffo è che ho sentito un po’ la sua mancanza, quando abbiamo cambiato, perché aveva un enorme senso dell’umorismo e certe volte ci divertivamo un mondo. Non mi meraviglierei che anche lui avesse sentito la mia mancanza. In principio scherzava soltanto, quando diceva che la mia roba era borghese, e a me non mi faceva un baffo – in realtà, era perfino divertente. Poi, dopo un po’, era chiaro che non scherzava piú. Fatto sta che è veramente difficile dividere la stanza con qualcuno, se le vostre valige sono molto migliori delle sue, se le vostre sono proprio belle e le sue no. Voi pensate che se uno è intelligente e ha senso dell’umorismo e via discorrendo – l’altro, dico – non dovrebbe importargliene proprio niente se le valige piú belle sono le sue o le vostre, e invece gliene importa. E molto. Questa è una delle ragioni per cui stavo nella stessa camera con uno stupido bastardo come Stradlater. Almeno le sue valige valevano quanto le mie.”

Il Giovane Holden, J. D. Salinger
[traduzione di Adriana Motti]

 

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