Un po’ per deformazione professionale, un po’ per curiosità personale, vorrei partire alla ricerca digitale degli italiani nel mondo. Mai come in questo periodo sento mancanza dell’Australia ed è così che questo viaggio inizia proprio da una delle perle più belle del continente, Brisbane.
L’avevo scritto qui: prendete New York, fatene un concentrato, trasferitela ai tropici e poi datela in mano a un gruppo di svizzeri. Benvenuti nella pulitissima e calda Brisbane, tra grattacieli, acqua, ponti colossali e verde a ogni angolo. A vederla oggi non sembra vero che lo scorso gennaio è stata massacrata dalle inondazioni: è tutto così perfetto, ordinato, nuovo. Brisbane è una città elegante, dove gli edifici antichi si specchiano orgogliosi su quelli più recenti. Il suo omonimo fiume accarezza ogni quartiere, da est verso ovest, finendo per disegnare un’infinita lettera esse. Qualsiasi guida vi dirà che il modo migliore per fare conoscenza con questa città è iniziare proprio dal suo corso d’acqua. Bene, dopo qualche giorno passato qui scoprirete che non è poi così vero. L’unica formula magica per conoscere davvero Brisbane è camminare lungo la sua costa. Ma facciamo un passo indietro…

Naturalmente ho iniziato la mia ricerca dai nostri italiani che dichiarano sul proprio blog di vivere a Brisbane. Il primo che ho trovato è un traduttore: si chiama Giuseppe Manuel Brescia ed è nato a Savona. Quando non è intento a tradurre o a insegnare italiano tiente un blog chiamato Smuggled Words, si gode la vita sotto il sole australiano, canta e suona chitarra e giradischi. Tira volentieri due calci a un pallone o ad un hacky-sack nel parco. Adora cucinare e mangiare bene, tentando continuamente di attenersi allo slow food, al biologico e al locale.

A quanto pare gli italiani a Brisbane sono una tradizione. Qui si spiegano le radici storiche.
“La piccola ma tenace colonia Italiana di Brisbane…” – tale definizione, mediata da Il Giornale Italiano del 22 novembre 1933, è forse quella che meglio chiarisce l’identità della collettività italiana residente a Brisbane tra il 1870 ed il 1940. Sebbene tale comunità non possa assolutamente competere per dimensioni con quelle di Melbourne o di Sydney, certamente per tenacia non è seconda a nessuno. Fin dall’inizio, infatti, è composta di persone coraggiose ed intraprendenti, che lasciano un segno profondo nella storia della capitale del Queensland.

Anche per Nati con la Valigia Brisbane è la nuova mecca per i giovani italiani alla ricerca di un’alternativa alle solite Sydney o Melbourne. Il pezzo è scritto da Simona Albanese, insegnante di italiano ed esperta d’arte che ha vissuto e studiato in Nuova Zelanda. In un giro di click, ho scoperto così anche che esiste il GIA, Giovani Italiani Australia, e in particolare un profilo Facebook dedicato al Piemonte DownUnder.

Arrivo dunque da Alberto Battois, che all’inizio del 2010 ha pubblicato un romanzo, dal titolo “La vita è un rotolo di carta igienica”. Nel 2005 il Nostro lascia l’Italia e si trasferisce in Australia, Paese che lascia a sua volta nel 2009 per il Giappone. Poi, nel 2011, di sopresa, decide di ritornare in Australia per finire ciò che aveva in sospeso.
Guardando il temporale nella penombra della mia cucina, mi sono venute in mente le domeniche di qualche anno fa, quando vivevo a Brisbane e passavo buona parte dei miei weekends chiuso in casa a cercare lavoro in Giappone.
Vi consiglio la lettura sulla sua Australia e uno sguardo sulla sua personale classifica delle città dove ha vissuto.

Il titolo del suo blog Bello Onesto Ri-emigrato Australia mi ha portata a Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata, un film del 1971 diretto da Luigi Zampa ed interpretato da Alberto Sordi e Claudia Cardinale.

Non l’ho mai visto, ovviamente, ma la mia cultura cinematografica non fa testo. Pare che sia stato girato quasi tutto in Australia, soprattutto nella nostra Brisbane, fra autentici emigrati italiani. Il film evoca un mondo che la nostalgia per la patria lontana, l’irrealtà dei paesaggi, la singolarità dei costumi, tingono di assurdo e dove tutto è possibile. Da vedere.

Sempre rimanendo in tema di film, Emanuele Pica, che oggi fa il regista e sceneggiatore di cinema e tv, è stato in questa meravigliosa città. Su un articolo del 2009 pubblicato su Campus, si raccontava così:
Mi sono trasferito a Brisbane per studiare cinema. Il mio corso costa poco più di 10mila dollari austrialiani l’anno, una cifra conveniente anche se confrontata coi corsi di cinema che si fanno in Italia, e ho accesso alle tecnologie più recenti. Gli Studios di Murdoch, del resto, stanno diventando una specie di succursale di Hollywood.
Esperienza interessante anche quella di Stefano Gualeni, game designer e docente di ludologia.
Beh, nel 2002 mi sono trasferito a Brisbane (Australia) per uno scambio universitario di un anno dove, per una serie di coincidenze che non credo valga la pena elencare, sono finito a vivere con una famiglia adorabile. Sotto il sole Australiano ho seguito corsi sia graduate che postgraduate in Architettura, Design e Storia dell’Arte.
Tra l’altro, ha un sito minimalista stupendo.

Cercare giovani italiani a Brisbane con Google è difficilissimo. I risultati portano troppo indietro con gli anni oppure in forum old style dove recuperare un indirizzo mail è impossibile. In qualche modo, si possono solo sfiorare appena certe storie.
“Ho una zia che c’ha vissuto 50 anni, l’ha girata tutta, alla fine s’era stabilita a Durban, ma poi s’è trasferita a Brisbane in Australia, dove vive…”
“Io mi sono trasferita a Brisbane 15 anni fa con genitori e fratelli e non tornerei MAI piu’ indietro. Non posso negarti che e’ stata dura all’inizio…”
“Ormai l’Italia non offre più nulla ai giovani…. mio cugino si è trasferito a Brisbane e si trova benissimo… però dovresti imparare almeno una…”
“Premetto ke mi sono appena trasferito a Brisbane, e dopo mille peripezie siamo riusciti a prendere in affitto una casa. Vuota.”
“Mi sono trasferito a Brisbane dopo essermi licenziato in un officina di auto a Roma, e ora indovinate dove lavoro ? : D officina autorizzata …”

Ma mai abbandonare le speranze. Ci sono questi due ragazzi, dei quali non si sa niente, che raccontano il loro viaggio, con l’esperienza da camerieri a Brisbane compresa!
Caricate a bordo le bionde, abbiamo concluso così la nostra seconda avventura di viaggio: percorrendo in due giorni circa 1200 Km, e condividendo il nostro Suncamper con due tedesche di vent’anni veramente strepitose! Ancora adesso, quando ripenso a quelle due ragazze, che così giovani hanno deciso di girarsi tutta l’Australia coi soli mezzi di fortuna e dormendo all’addiaccio, provo grande stima e ammirazione per la loro coraggiosa scelta. E, ahimè, mi convinco sempre di più che in Italia non potrà mai verificarsi una rivoluzione sociale, poiché noi giovani siamo cresciuti in un batuffolo di cotone, poveri di spirito, di valori, senza ideali, e privi di coraggio. Ma non solo noi giovani… Infine, giunti a Brisbane abbiamo salutato le nostre nuove amiche con un abbraccio affettuoso, e ci siamo subito attivati per trovare un benedetto impiego. Nell’arco di pochissimi giorni, eccoci all’opera! Due camerieri italiani a Brisbane!
Che carini che sono. Scrisse R. L. Stevenson “La gran cosa è muoversi, sentire più da vicino le necessità e gli intralci del vivere; scendere da questo letto di piume della civiltà, e trovare sotto i piedi il granito del globo, sparso di selci taglienti.”
Dal loro blog si arriva anche a questo, e questo.

E’ davvero un peccato che non esista un vero e proprio punto di riferimento per questi ragazzi. Mi auguro che la pagina di Brisben (sì, è scritto proprio così!) diventi presto questo: il ritrovo per tutti gli italiani all’estero. Per esempio, tempo fa ci ha trovati Mariasole Porta e ci ha lasciato questo commento.
Love Brissie! I lived there for nearly a year. Such a cool and laid back city, but still has so much to offer… I took Chinese language tuitions in Sunnybank, Bollywood dance class in West End, laid on the beach and enjoy the sun in South Bank, travelled to work by boat in the City, had a crush in Mowbray Park, wish I had the money to study in Santa Lucia at The University of Queensland, felt posh at the horse race in Eagle Farm, made friends in Kangaroo Point, found love in the Valley, lived romance in Mount Coot-tha, met culture at QPAC theatre, went hippy New Farm’s market, sweated my run loops from East to South Brisbane, had family in Bulimba, ate the best Indian in Highgate Hill, had a funky night in Moorooka, got lost in Toowoong, and eventually cried when my permanent visa was refused in Riverside. Every single bit of Brisbane means a whole world of memories to me. ♥

Insomma, l’avete capito. Se siete a Brisbane ed avete un blog, scrivetemi!




